I Mercati contadini nell’accesso al cibo locale

1° ottobre 2024. E’ appena finito l’evento che riunisce le comunità globale di Slow Food. Le nostre giornate a Terra Madre 2024 sono trascorse rapidamente fra assaggi, presentazioni e soprattutto tanti incontri con tutto il mondo.
Il momento più emozionante, pervaso di grande bellezza e di malcelata commozione, è stato l’incontro dal titolo Il ruolo dei mercati contadini nella promozione della sovranità alimentare e dell’accesso al cibo locale (28 settembre), al quale ha partecipato la nostra fiduciaria Antonella Silvia Bonora. In una sala gremita di persone provenienti dai luoghi più disparati, sono intervenuti esperti e ricercatori, ma soprattutto i creatori di mercati nei diversi continenti, magistralmente accompati da Enrico Maria Milic, antropologo, esperto di narrazione rurale.

Mercati contadini nel mondo: cosa ci è piaciuto di più?

Interessantissima la ricerca condotta da Nicholas Jacobs, direttore del Gruppo internazionale di esperti sui sistemi alimentari sostenibili (IPES-Food) con numeri e dati che qualificano i mercati contadini, a livello mondiale, come una risposta possibile per costruire un futuro sostenibile, sano, a misura di natura.

Indimenticabile la coordinatrice del mercato in Kazakhstan – Gulmaira Baimakova, leader di Slow Food Akmola, direttrice dell’Associazione pubblica rurale “ZHER-ANA ASTANA” – per la fierezza del suo racconto e l’entusiasmo per l’esperienza vissuta.

E’ stato interessante constatare grazie a Francis Muia, Slow Food Kenya, coordinatore dei Mercati della Terra, come le chiocciole kenyiote, nonostante le difficoltà e i contrasti, siano in grado di realizzare reti di produttori e alimenti biologici coprendo vasti territori.

I nostri Mercati della Terra, raccontati da Antonella Silvia Bonora, non hanno certo sfigurato per efficienza e bellezza; calati nella realtà metropolitana, non solo forniscono costantemente cibi freschi e biologici alla cittadinanza, ma creano sussistenza per i produttori virtuosi, socialità e sana cultura gastronomica, evitando sprechi alimentari e dannose confezioni plastiche.

Grazie a Zanda Serdane, docente senior della Sezione Turismo, Ospitalità ed Eventi, Christ Church Business School, (Canterbury Christ Church University), abbiamo scoperto che i mercati contadini sono molto più accessibili e accoglienti di quanto possiamo immaginare.

La vera innovazione? La comunità dei mercati contadini

A chi punta il dito su Slow Food perché ritiene che l’Associazione Internazionale voglia tornare ad un irrealizzabile medioevo alimentare, rispondiamo che per noi il futuro tecnologico dell’alimentazione non sta nella produzione di carne artificiale in un bioreattore e neppure nell’uso sistematico delle colture idoponiche.
Diversamente vogliamo restituire alla terra il suo valore naturale, cruciale per garantire l’accesso a un cibo di qualità; rafforzare le comunità e favorire il recupero e la promozione di patrimoni gastronomici e culturali.
È tempo di riconoscere il grande valore di questi mercati e dei produttori di piccola scala ovunque possibile, vicino a casa nostra e in tutto il mondo.

Stiamo andando insieme nella giusta direzione: con Slow Food.