Ci troviamo a un bivio. Proseguiamo sulla via della normalità oppure rallentiamo e prendiamo parte al processo rigenerativo della Terra? Dobbiamo ripensare integralmente il nostro modo di vivere, di consumare e di trasformare risorse naturali. Per noi di Slow Food Bologna questa transizione deve avvenire a partire dal cibo, bisogno primario, lente attraverso la quale guardiamo il mondo e il futuro. Per questo abbiamo proposto un percorso di innovazione sociale partecipato mirato all’adozione di una food policy per la città.
Il cibo è un atto politico: per noi deve essere buono, pulito e giusto.
Carlo Petrini, Slow Food
Il cibo deve:
Dobbiamo intraprendere la transizione verso una filiera agroalimentare corta, a impatto zero, salubre, sicura. Occorre rafforzare il processo di collaborazione tra il pubblico e il privato avviando una conversazione con i produttori, i consumatori, i commercianti, i ristoratori, gli enti pubblici e privati, le associazioni di categoria, le organizzazioni sociali e gli enti formativi e di ricerca. La food policy per Bologna vuole creare un’agorà per accogliere i contributi, le buone pratiche, le innovazioni e le soluzioni e armonizzarli in una proposta progettuale solida, condivisa, realizzabile.
Dalla nostra esperienza e dalle indicazioni europee nasce Nutrire Bologna 2050, 5 linee di indirizzo strategico per mettere il cibo e il concetto di “food environment” al centro di una riflessione corale e cittadina per: