Nutrire Bologna 2050: la food policy

2 settembre 2020

Ci troviamo a un bivio. Proseguiamo sulla via della normalità oppure rallentiamo e prendiamo parte al processo rigenerativo della Terra? Dobbiamo ripensare integralmente il nostro modo di vivere, di consumare e di trasformare risorse naturali. Per noi di Slow Food Bologna questa transizione deve avvenire a partire dal cibo, bisogno primario, lente attraverso la quale guardiamo il mondo e il futuro. Per questo abbiamo proposto un percorso di innovazione sociale partecipato mirato all’adozione di una food policy per la città.

Il cibo è un atto politico: per noi deve essere buono, pulito e giusto.

Carlo Petrini, Slow Food
Il cibo deve:

  • ridurre le disuguaglianze ed essere democraticamente accessibile a tutti
  • prodursi in modo sostenibile e senza sprechi
  • assicurare a tutti i lavoratori una equa retribuzione e il rispetto dei diritti
  • veicolare socialità, convivialità e cultura
  • farsi strumento della cittadinanza globale per un mondo più giusto

Cosa possiamo fare per realizzare Nutrire Bologna 2050?

Dobbiamo intraprendere la transizione verso una filiera agroalimentare corta, a impatto zero, salubre, sicura. Occorre rafforzare il processo di collaborazione tra il pubblico e il privato avviando una conversazione con i produttori, i consumatori, i commercianti, i ristoratori, gli enti pubblici e privati, le associazioni di categoria, le organizzazioni sociali e gli enti formativi e di ricerca. La food policy per Bologna vuole creare un’agorà per accogliere i contributi, le buone pratiche, le innovazioni e le soluzioni e armonizzarli in una proposta progettuale solida, condivisa, realizzabile.

5 linee di indirizzo strategico da seguire. Subito!

Dalla nostra esperienza e dalle indicazioni europee nasce Nutrire Bologna 2050, 5 linee di indirizzo strategico per mettere il cibo e il concetto di “food environment” al centro di una riflessione corale e cittadina per:

  1. progettare il settore agroalimentare di prossimità con una visione sistemica e di lungo periodo sul cibo dal campo al piatto che accolga tra i principi ispiratori i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, il Green New Deal, la strategia Farm to Fork e il P.S.R. 2021-2027, rinnovando l’impegno della città alla lotta al cambiamento climatico e al Milan Urban Food Policy Pact
  2. sostenere la filiera corta agroalimentare, i mercati contadini e i piccoli produttori costruendo un modello collaborativo, contribuendo al welfare di comunità, all’inclusione sociale e allo sviluppo economico del territorio;
  3. investire nelle infrastrutture materiali e digitali per la distribuzione dei prodotti locali, ottimizzare la logistica di base puntando su mobilità sostenibile e innovazione anche per la lotta allo spreco alimentare
  4. rimodulare la narrativa sulla ristorazione e sull’accoglienza per un’offerta culturale e turistica unica al mondo sostenendo la ristorazione di qualità e le botteghe artigiane
  5. introdurre percorsi di educazione alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado per una dieta più sana e sostenibile e per innovare il sistema educativo e formativo